17/03/14

7 Domande a Simone Lorusso



1. Presentati per favore:
M chiamo Simone, ho diciannove anni, studio fotografia presso IED e lavoro come assistente alla direzione artistica di Nicola Lumina, fotografo di moda degli anni 70-80.

2. Quando hai iniziato a fotografare?
A 15, mentre frequentavo il Liceo Artistico Orsoline di S.Carlo, ho iniziato con le prime sperimentazioni analogiche con una Kodak Instamatic 133 ma dopo poco ho deciso di comperato una Nikon D90, entrando così nel digitale.

3. Cosa utilizzi per creare le tue foto (fotocamera, Software, obiettivi, luci, studio...ecc)?
Utilizzo una Canon 5D mark II con obiettivo 70 - 300 mm e 50 mm. Sia in studio che in location utilizzo le monotorce Hensel e a seconda del mood e degli effetti che si vogliono creare utilizzo parabole o soft box. Come tutti i fotografi non posso fare a meno di utilizzare Photoshop CC.



4. Chi o cosa ti ispira?
Essenzialmente sono per l'aspetto più surrealista di David Lachapelle e quello fiabesco e Tim Walker, ma trovo allo stesso tempo interessante la pulizia e la classicità delle foto di Gian Paolo Barbieri.

5. Quanto tempo impieghi al mese/settimana per fotografare?
Circa quindici ore a settimana. Avendo il resto della settimana impegnata a seguire lezioni, studiare e lavorare.

6. Facci vedere il tuo scatto preferito, e spiegaci perché ti piace.

#la morte di Marat è il mio scatto preferito nato come risposta a chi vive in funzione della moda e ho deciso così di simulare una morte concettuale, spirituale di quella che è la persona diventanti fashion victis. EÉ per questo motivo che ho deciso di far tenere al modello in mano una delle riviste di moda più famose.

7. Che consiglio daresti a chi ha appena iniziato a fotografare?
Ho iniziato da poco anche io quindi forse non sono la persona più opportuna a cui chiederlo. Se si è convinti però del bisogno di comunicare attraverso la fotografia, si deve continuare senza indugio e cercare di mettersi in gioco il più possibile cercando di creare qualcosa di particolare visto che ormai siamo invasi da foto.