28/09/12

7 Domande a Andrea Silva


1.Presentati per favore: 
Andrea Silva, nato nell'87 nel triangolo lariano del Lago di Como. Da sempre alla ricerca di una ragion d'essere l'ho trovata nell'arte visuale ed in particolare nella fotografia, nella quale continuo i miei tentativi e le mie sperimentazioni nella comprensione del corpo, dell'animo umano e della società contemporanea. 

2.Quando hai iniziato a fotografare?
 Non posso dire d'aver avuto esattamente un inizio, fin da bambino ero attratto dall'obbiettivo, pur tuttavia ho iniziato a comprendere le sue reali capacità solamente verso il finire dell'anno 2008, anno in cui iniziai anche a propormi come volontario per manifestazioni ed eventi; e quindi faccio risalire all'anno 2010 i miei veri inizi, quando comprai la mia prima Reflex ed entrai a far parte del Circolo Fotografico Como. 

 3.Cosa utilizzi per creare le tue foto (fotocamera, Software, obiettivi, luci, studio...ecc)? 
Dipende da quel che chiede l'immagine fotografica o il concetto che si vuol esprimere attraverso di essa. Ho iniziato con una Eos 10D con un 22-55mm f4-5.6 ed ora da meno di un anno possiedo una 60D con un parco ottiche abbastanza vario (10-20mm, 50mm f1.8, 70-200mm f2.8). Come programma utilizzo Ps Cs5 ma preferisco usarlo il meno possibile e creare le immagini direttamente sul corpo macchina; ovviamente la mia conoscenza della post-produzione è in continua evoluzione, e non è detto che un giorno non arrivi ad apprezzarla quanto meriti. 



 4.Chi o cosa ti ispira? 
La mente umana, l'occhio che sa cogliere il mondo con le sue mille sfumature, in grado di trasformare ogni attimo in arte e meditazione. Parlando fisicamente le persone che m'ispirano sono tutti gli artisti, qualunque sia il loro campo, che sono riusciti ad andare oltre la loro epoca creando un mito ed un salto generazionale. 

 5.Quanto tempo impieghi al mese/settimana per fotografare? 
Ogni ora libera e non della mia vita la passo a pensare ed a migliorare la mia concezione artistica; avendo un altro lavoro come primo impiego ed essendo impegnato in esso 7/7gg posso affermare che almeno 5 ore al giorno le dedico alla causa artistica. 

 6.Facci vedere il tuo scatto preferito, e spiegaci perché ti piace. 


Non prediligo alcun lavoro sopra un altro, ogni nuova foto mi aiuta a crescere, non devo dimenticarla ma neppur prenderla come punto d'arrivo, eppur il lavoro che maggiormente riconosco come personale è il lavoro sull'Inconscio; un analisi della mente umana basata sull'errore visivo, in similitudine con le macchie d'inchiostro di Rorscharch.
"Attraverso il veicolo fumo la fotografia si rivela in un bianco e nero essenziale e reale che rivela la vera natura dell'Inconscio: le forme delle nostre speranze e paure". Ci tengo molto a precisare che il lavoro non è stato manipolato in alcun modo in post-produzione, che ho impiegato mesi per ottenere gli scatti che desideravo e che bisogna avere una certa sensibilità artistica per capire la differenza che lo separa da altri lavori Smoke-Art in cui la creatività è stata fortemente forzata. In questa particolare foto - che ai poveri di spirito nulla dice - vedo l'aura di una farfalla, simbolo della transustanziazione, della possibilità dell'uomo di cambiare il suo stato materiale con uno più mistico e spirituale. 

7.Che consiglio daresti a chi ha appena iniziato a fotografare? 
Non esistono scuole, non esistono talenti innati od occhi particolari, nella fotografia l'unica cosa che conta è fotografare e soprattutto farlo secondo il proprio libero pensiero. 

Andrea Silva nel web:
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