12/03/12

7 Domande a Gianluca Ferrara




1.Presentati per favore: 
Gianluca (Giovanni) Ferrara, 30 anni. Ho messo Giovanni tra parentesi perchè ho una storiaccia con il mio nome: all'anagrafe Giovanni, Luca, sono obbligato a firmarmi Giovanni, tutti mi hanno sempre chiamato Gianluca. Confuso. Nato a Fasano, un paesino in Puglia a 2 passi dal mare e a 3 dalle colline, attualmente vivo a Milano, dove lavoro come Brand Manager nel Marketing di un'azienda di giocattoli. Professiopassione parallela: Photowriter. Un nome inventato da me (credo!) per identificare la mia "forma d'arte"che cerca di mettere insieme fotografie e racconti. scatti e parole. Scrivo e scatto per la stessa ragione: fermare un pensiero, per sempre. Un pensiero è tuo finché resta un pensiero. Quando scrivi e quando scatti, un pensiero non è mai del tutto tuo. E' anche dei personaggi della tua storia e dei soggetti della tua foto. E' anche di chi legge la tua storia e di chi guarda la tua foto. Scrivere e scattare è rendere eternamente vivo un pensiero, lasciandolo contaminare dagli altri. Nasce da questa idea il concetto di "Photowriter".

2.Quando hai iniziato a fotografare? 
Devo necessariamente modificarti la domanda, che diventa: "Quando hai iniziato a fotografare e scrivere? E a fare il Photowriter" Risposta: alle Elementari ero affascinato dai "Piensierini" che la maestra ci faceva scrivere.
Tutti li odiavano, a me piacevano un casino. Da allora ad oggi non mi sono più fermato e continuo a scrivere, pur non avendone mai fatto una professione vera e propria. Per la Fotografia la storia è più complessa: mio padre è un appassionato e da ragazzino ho vissuto tra rullini e obiettivi. Queste le basi genetico-culturali. Ma la vera svolta è arrivata subito dopo la laurea, 6 anni fa: disoccupato e disorientato, non chiedetemi come, mi son trovato a fare un lavoro stranissimo, il Location Scout per il Cinema. In pratica giravo la Puglia con la mia Y10 scassata, per scattare paesaggi, scorci, masserie che potevano diventare potenziali set cinematografici. Il lavoro andò malissimo, ma mi rimase la Canon 350D che avevo comprato per l'occasione. Da lì in poi un pò
di studio, tantissime foto e un mentore, un fotografo di discreta fama che mi accompagna con i suoi rari ma preziosi consigli. Come Photowriter ho iniziato da pochissimo. L'idea è di un paio di anni fa, ma era rimasta in cantina, poi, per uno "stimolo esterno" fortuito da parte di un mio amico, l'ho messa in pratica. E sono ancora agli anizi.

3.Cosa utilizzi per creare le tue foto (fotocamera, Software, obiettivi, luci, studio...ecc)? 
Fino ad ora ho scattato con la mia "vecchia" Canon 350D con ottiche 18-55mm e 55-250 mm, ma sto acquistando il mio sogno: la Canon 5D MarkII. Odio il flash e non scatto mai in studio, mi sento più un reporter. Scrivo con le penne che trovo in giro e che solitamente ho sottratto involontariamente a qualche
amico. La post-produzione fotografica è minima, con Lightroom. Impagino poi il tutto con Indesign.

4.Chi o cosa ti ispira? 
Scatto solo situazioni spontanee, attimi "veri". Non mi piace "costruire" la foto. Vale esattamente lo stesso per la scrittura. La foto-narrata, invece, non viene mai fuori da un percorso scontato e lineare: alcune foto hanno già in sé un racconto, altre sono pronte ad accogliere i racconti di chi le guarda, altre ancora hanno racconti mutevoli, che cambiano, si intersecano, si confondono ogni volta che le osserviamo. Capita che nasca prima la storia. E si cerchi, poi, lo scatto che possa racchiuderla in un istante: a volte lo trovi immediatamente, altre volte ci vogliono giorni, mesi o anni. Può capitare che non arrivi mai. E la tua storia rimanga sola.

5.Quanto tempo impieghi al mese/settimana per fotografare? 
Sono molto discontinuo e pianifico poco o nulla. A volte posso passare settimane senza scattare e senza scrivere. Poi arrivano periodi di "euforia creativa", in cui scatto e scrivo senza fermarmi, continuamente. Sono
un'estremista.

6.Facci vedere il tuo scatto preferito, e spiegaci perché ti piace. 

"Il nuovo mulino". Lo scatto è fatto ad Amsterdam, il racconto l'ho scritto sul divano di casa, tutto d'un fiato. L'ho finito alle 5 del mattino e alle 9 dovevo essere al lavoro. Quando scatti e quando scrivi condividi una parte della "creazione" con i protagonisti della storia e con quelli della foto, e anche con chi legge la storia e guarda la foto. "Il vecchio mulino" è molto mio.

7.Che consiglio daresti a chi ha appena iniziato a fotografare? 
La tecnica si impara, gli strumenti si comprano, il talento è innato. Se senti di avere un talento, allora rendilo tuo, dando un taglio distintivo, unico, alle tue foto e alle tue parole.

Gianluca  nel Web:
www.gianlucaferrara.com 
facebook: http://www.facebook.com/profile.php?id=662119144&ref=tn_tnmn

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