13/02/12

7 Domande a Tobia Alberti

Al capolinea della libertà.



    
1.Presentati per favore:
Ciao a tutti, sono Tobia, appena diciannovenne e appena appassionato di Fotografia.
Nato a Bergamo vivo sul Lago Maggiore, nei pressi di Luino.

2.Quando hai iniziato a fotografare?
non lo so con esattezza.
Fin da piccolo avevo la mia macchina fotografica, e mio padre pazientemente faceva sviluppare rullino dopo rullino.
Credo di aver fotografato fino ai primi anni di elementari. Poi qualcosa si è rotto, e non ci ho più pensato.
E' stato l'hanno scorso, intorno a settembre che, accompagnando un amico appassionato, ho ripreso, riscoprendo tutta la poesia e la linfa che la fotografia sapeva trasmettermi.
Ho cominciato allora a rivedere le vecchie stampe, a ridere delle brutte inquadrature che sfornavo a decine..
Poi è stato un crescendo.. Prima macchine fotografiche digitali compatte prestate, poi qualche prove con le reflex.
Pian piano sentivo che riuscivo ad esprimermi, che riuscivo ad dire qualcosa. Non sempre quello che vedevo, o meglio: sempre meno quello che vedevo, ma quallo che volevo mostrare, quello che volevo vedere, sempre più quello che sentivo.

3.Cosa utilizzi per creare le tue foto (fotocamera, Software, obiettivi, luci, studio...ecc)?
Adesso mi ritrovo con una Canon Eos 550d e un Canon Zoom Lens 28-90mm EF USM II, che spero di cambiare presto in un 17-85..
Per ora uso questa attrezzatura a cui aggiungo, saltuarialmente, un treppiedi.
Una volta scattate le fotografie (preferisco raggrupparle per giornata, perchè ogni giorno è una sensazione diversa) le trasferisco sul computer e, quando l'ispirazione mi tocca procedo: le seleziono, le guardo, mi immergo nuovamente nel sentire di quel giorno, se necessario le ritocco ed infine le titolo e le pubblico.
Come programmi di elaborazione ho utilizzato molto spesso Photoshop CS5, mentre in questi giorni sto prendendo dimestichezza con Adobe Photoshop Lightroom 3.6, che è più mirato alla post-produzione soft, al ritocco o aggiustatura di luminosità, curve, esposizione ecc, piuttosto che al fotoritocco fine a se stesso. Come dice il nome: "la camera della luce".
Per la visione delle fotografie e per le prime modifiche consiglio FastStone Image Viewer (gratis e sviluppato per Windows).

a maia




4.Chi o cosa ti ispira?
Mi ispira la vita, il mondo. Il mondo come elemento estraneo al mio (di mondo), la vita come elemento personale, strettamente personale; come sentire tutto mio, quasi ermetico, come sensazione che chiama lo scatto, come emozione che necessita di essere dipinta, rappresentata, pitturata.
Non tutti i giorni sono ispirato, non sempre ho voglia di entrare nel mondo della fotografia.
Poi arriva, e mi prende. Allora giro, scatto, ammiro, sento.. senza pensare, senza che la tecnica possa prendere più di quello che le spetta, senza che il pensiero razionale possa rovinare un'attimo che vuole essere molto di più, vuole essere simbolo, vuole essere evocativo, vuole essere estremo, e vorrebbe anche essere capito.
Una volta scattata, la fotografia prende vita. Come un bambino, che inizia a svilupparsi a crescere. Non per caso un titolo, un nome sono fondamentali (a parer mio) e non per caso uno scatto può essere apprezzato maggiormente a distanza di mesi, giorni, anni..
I titoli mi servono per esasperare ancora di può quello che voglio esprimere, per portare all'evidenza o per nascondere maggiormente il sentimento che quello scatto vuole/vorrebbe trasmettere agli altri.

5.Quanto tempo impieghi al mese/settimana per fotografare?
Il tempo che le dedico (nonostante teoricamente ne abbia parecchio) è molto variabile.
E cambia in base alle mie ispirazioni.
Posso stare una settimana senza prendere in mano la macchina fotografica, magari passandola a leggere, guardare video, cercarando di curare anche il lato tecnico.
Poi magari arriva la voglia, la necessità e scappo.. magari anche qualche giorno di fila.
Dipende molto. Da molti fattori.
Però in generale impiego molto tempo, perchè non c'è solo il fotografare e l'informarsi.. ma anche il pensare, l'immaginare, il camminare da qualche parte senza fotocamera pensando alle inquadrature che si sarebbero potute esprimere..

6.Facci vedere il tuo scatto preferito, e spiegaci perché ti piace.
Il mio scatto preferito..
non ne prediligo uno solo su tutti.. tutti dicono qualcosa. Chi più evidentemente e chi meno.
Questo è uno al quale sono molto affezionato
Ero in alto adige, uno dei primi set pubblicati con la nuova 550d..
Era sera, molto freddo, un pò tremavo..
Così la foto è venuta mossa. E mi è piaciuta.
Si vede che vuole comunicare, si sente che oltre quel velo di sfocatura si cela un mondo.

non oltre l'immobilità.


 
" La notte, il buio.
Confuso scalpita,
alacre trema.
Come uno stelo d'erba al vento,
un uomo di fronte al mondo.
Impaurito,
irrazionale.
Come strisciare, annaspare.
Tutto questo pensando,
seduti su una poltrona sul davanzale,
prima di aprire gli occhi."

Mi piace per questo, perchè mi rispecchia.

7.Che consiglio daresti a chi ha appena iniziato a fotografare?
Non so bene cosa potrei consigliare.
Di sicuro di essere se stessi. Non cercare fotografie belle perchè rientrano nel target "belle fotografie di massa" ma perchè sono parte di noi, perchè quando le abbiamo scattate abbiamo sentito dentro che erano nostre, un nostro punto di vista.. e di nessun altro.
Uno scatto bisogna viverlo, da quando lo si imprime nel sensore.
Perchè sarà poi molto più forte il legame il giorno che torneremo a rivederlo, a riviverlo.

Quello che a me manca ancora è il confronto con gli altri. Non so ancora bene se tutto questo mio lavoro interiore è comprensibile a chi sfoglia i miei scatti, magari sorseggiando un tè..

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Buona fotografia a tutti.