7 Domande a Massimo Ghetti


1.Presentati per favore:
Ciao sono Massimo, un ibrido siciliano-romagnolo nato e cresciuto all’ombra dell’Etna ma adottato da Milano. Sognatore e viaggiatore, fotografo e subacqueo, nella maggior parte del tempo che passo fuori dall’acqua mi occupo di progetti di marketing.

2.Quando hai iniziato a fotografare?
Da quando avevo nove anni, seguendo la grande passione di mio padre. Per le mie escursioni fotografiche mi aveva affidato una Yashica con l’esposimetro rotto ed insegnato la sua ‘regola del 125/8 e delle ombre’; diceva di impostare sempre quei valori di tempo ed apertura e variarli a seconda che le ombre dei soggetti fossero chiare o scure, corte o lunghe. Ancora oggi quando mi trovo in situazioni particolari, faccio affidamento su quel consiglio.

3.Cosa utilizzi per creare le tue foto (fotocamera, Software, obiettivi, luci, studio...ecc)?
La Canon 450D è la mia compagna per tutte le avventure a cui affianco per la subacquea una Canon 300D inserita in uno scafandro Nimar3 ed un flash Sea&Sea Y90. L’obiettivo che mi da maggiore soddisfazione è il 60mm macro f2.8, sia nel blu che fuori dall’acqua. Inoltre nei miei viaggi uso molto il versatile 17-85mm f4-5.6 ed il 70-300mm. Per l’elaborazione uso principalmente photoshop.


4.Chi o cosa ti ispira?
La diversità, i popoli e le culture. Parlando dei soggetti, amo osservare ed ascoltare la gente per strada e mi piace raccontare con le parole e con gli scatti la vita nei vicoli delle città ed i cuori pulsanti delle periferie. Ho una predilezione per l’Asia, che è la destinazione preferita per i miei viaggi. Delle inquadrature mi colpiscono molto i colori ed i contrasti.
Sono inoltre dipendente dall’azoto. Ogni volta che mi immergo nel blu rimango inebriato e affascinato dalle meraviglie del mondo sommerso; una miriadi di mondi di piccoli e grandi creature che mi piace ‘catturare’ con l’obiettivo.
Infine amo fotografare le testimonianze delle antiche civiltà, in particolare mi concentro sui dettagli.

5.Quanto tempo impieghi al mese/settimana per fotografare?
A ‘scattare’ dedico le cinque settimane all’anno che trascorro in viaggio verso ‘destinazioni lontane’, oltre a numerosi week-end. Alla fotografia più in generale dedico diverse ore alla settimana, sia che si tratti di leggere il National Geographic o un libro di fotografia, visionare foto on-line o lavorare su photoshop.

6.Facci vedere il tuo scatto preferito, e spiegaci perché ti piace.

A Lembongan, una piccola isola a sud di Bali, vive una comunità di coltivatori di alghe. Ho passato molte ore con loro per farmi raccontare del loro lavoro e di come trascorrono la giornata. Mi ha colpito che tra i filari di alghe ci fossero soprattutto donne a svolgere questa attività simile alla potatura e alla vendemmia nei vitigni. Ho atteso che giungesse il pomeriggio quando la marea si abbassa ed possibile andare in acqua a raccogliere i rami. Mi ha attirato il colore vivace della maglia di questa donna (no, non è photoshop) in contrasto col resto dell’inquadratura, ed il suo portamento fiero e dignitoso. Elementi che credo di essere riuscito a catturare e raccontare.

7.Che consiglio daresti a chi ha appena iniziato a fotografare?
Spesso mi sento chiedere da chi vuole iniziare la fotografia -ma anche la subacquea- che attrezzatura deve comprare. La mia risposta in entrambi i casi è uguale: prima di pensare a cosa vi serve cerca di capire cosa vi da emozione. Un altro consiglio che mi sento di dare è di essere curiosi, sempre.

Massimo nel web:
http://ghetti.myblog.it/
https://about.me/massimoghetti

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